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domenica 30 marzo 2014 ore 15.00 Auditorium del MarengoMuseum…

BURNESHA (vergini giurate, burnesha o virgjinesha in albanese), donne albanesi che decidono di vivere come uomini. Si tratta di una decisione legata al genere, inteso come identità sociale, e non alla sessualità. Altrimenti detto, si tratta di donne che decidono di assumere il ruolo sociale degli uomini, ma non quello sessuale.
Hanno fatto voto di castità, e dopo aver fatto giuramento pubblico ottengono il permesso di vivere come uomini. Di vestirsi con abiti maschili e portare una pistola, fumare e bere alcol, fare lavori maschili e diventare il capofamiglia, tutte cose vietate alla donna nella tradizione.
L’origine di questo fenomeno risale al XV secolo, come reazione alle regole imposte dal Kanun – applicato soprattutto nel nord dell’Albania – che prevedevano una famiglia patrilineare (la trasmissione della ricchezza e dell’autorità segue la linea maschile) e patrilocale (è la donna che, quando si sposa, si trasferisce nel villaggio del marito). Non solo vigevano restrizioni molto forti a ciò che una donna poteva fare, ma le famiglie senza presenza maschile erano considerate come dei paria. Di conseguenza, chi per scelta – per raggirare le limitazioni dovute al fatto di essere donna o rifiutare un matrimonio combinato – chi per necessità – quando malattie o faide decimavano tutti gli uomini della famiglia – alcune donne assumevano il ruolo sociale di uomini. Un ruolo sancito dal giuramento di rimanere vergini.

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